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La storia del castello

Tra i castelli connessi con l’imperatore Federico II di Svevia, Castel del Monte è il più celebre e il più suggestivo. Con il suo massiccio corpo ottagonale e le sue otto torri, anch’esse a base ottagonale, domina l’altopiano delle Murge occidentali e, ancora oggi, è ben visibile dal mare.

È il 29 gennaio 1240 quando Federico in persona scrive da Gubbio a un suo funzionario di Capitanata, il giustiziere Riccardo di Montefuscolo, per sollecitare il reperimento del materiale da costruzione («actractus») per il sontuoso castello («castrum»), nei pressi del monastero benedettino di Santa Maria del Monte: questo è l’unico documento del periodo a noi pervenuto.

Con l’avvento dei nuovi re della dinastia angioina, che dopo il 1266 soppianta quella sveva, Castel del Monte, forte della sua posizione geografica strategica, viene adeguato alle nuove esigenze militari e talvolta adibito anche a luogo di detenzione per illustri prigionieri. Il castello, come lo vediamo oggi, conserva al suo interno appena un pallido riflesso dello splendore originario. Dei marmi preziosi, dei pavimenti a mosaico e delle decorazioni scultoree, infatti, resta solo quanto scampato ai saccheggi, compiuti a partire dal suo abbandono nel XVII secolo, e ai restauri invasivi dell’inizio del Novecento.

Per tutelare Castel del Monte e destinarlo alla fruizione pubblica, nel 1876 lo Stato italiano lo ha acquisito per la somma di 25.000 Lire e nel 1996 l’UNESCO lo ha dichiarato Patrimonio mondiale dell’umanità.

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